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Origine delle Divinità
Attualmente le divinità principali di Anur si dividono in Divinità Maggiori e Divinità Minori. Le prime rappresentano concetti difficilmente afferrabili, possiedono poteri immensi e i loro piani restano perlopiù ignoti ai mortali. Seguono regole precise, autoimposte, la più sacra delle quali impone loro di non interferire direttamente con la vita dei mortali. Solitamente rendono palese il proprio volere tramite un Risvegliato*, o concedendo poteri ai loro seguaci più fedeli. Ci sono stati casi in cui hanno infranto le loro stesse regole, manifestandosi su Anur tramite un avatar, e le conseguenze sono state sempre disastrose.
Sono tutte sempre alla ricerca di nuovi seguaci, poiché senza fedeli rischierebbero di scomparire.
Le Divinità Minori, conosciute anche come Dei Spirituali, nascono da Spiriti del Mana che, accumulando potere, hanno raggiunto uno stato tale da essere venerati, guadagnando così ancora più forza. Gli Spiriti del Mana derivano da elementi tangibili del Piano Materiale, e per questo gli Dei Spirituali possiedono una forma fisica e un legame profondo con Anur. Vi sono, ad esempio, il Dio delle Tempeste, del Ghiaccio, del Mare e altri ancora. A differenza delle Divinità Maggiori, questi Dei vivono sul Piano Materiale e, sebbene siano potenti, possono essere uccisi, per quanto l’impresa sia ardua. Gli Dei non possono permettere di perdere prestigio e seguaci inutilmente, quindi, quando l’influenza di una Divinità Minore diventa troppo grande e minaccia l’equilibrio di Anur, le Divinità Maggiori possono decidere di intervenire e mandare i loro campioni ad annientarla.
Esistono infine le Divinità Dimenticate, note come Antichi Dei. Queste entità primordiali sono più simili a forze cosmiche che a veri e propri Dei, imperscrutabili persino per le stesse Divinità Maggiori.
Origine delle Divinità In origine l’universo era un luogo buio e freddo, un’infinita distesa di nulla, dove la materia informe continuava a mutare senza fine. Ai confini di questa caotica esistenza dimoravano gli Antichi Dei, entità inconcepibili, prive di forma e oltre ogni comprensione divina o mortale. Provare a descriverle è vano, tutto ciò che si sa è che erano pericolose allora come lo sono oggi.
Una di loro, il Grembo della Fine, si annichilì e mise in moto una serie di eventi che portarono alla nascita dell’universo e dei suoi piani, così come lo sono attualmente. Dai resti del suo corpo si formarono le prime divinità, che si allontanarono dai confini del cosmo per edificare il loro paradiso, Elyndor. La prima emozione mai concepita fu la paura che il Grembo provò prima di annichilirsi, e da ciò si generò il primo demone, capostipite di una stirpe di esseri che si nutrono delle emozioni dei mortali.
Gli Dei ereditando dal Grembo la necessità di essere venerate, crearono la prima razza, gli Eterni. Per proteggerli dai demoni, diedero vita alle loro schiere angeliche: esseri perfettamente opposti ai demoni, con come unico obiettivo quello di eliminarli, perseguendo questa realtà in modo calcolato, ordinato e impassibile. Gli Eterni, essendo una razza perfetta, raggiunsero l’apice della magia e della tecnologia in poche generazioni e non avendo più bisogno dei loro creatori, li rinnegarono. Nello stesso periodo, la perpetua luce che si originava da Elyndor risvegliò L’Occhio di Yh’Zorath. Alcuni Dei cercarono di punire gli Eterni, mentre altri si opposero all’avanzata del caos provocata dal risveglio dell’Occhio. Indeboliti e divisi, alla fine soccomberono.
Gli Eterni erano ormai prossimi all’estinzione e le Divinità pressoché annichilite, finché Onis, colui che poi sarebbe stato venerato come Dio della Rinascita e del Cambiamento, creò con alcuni Eterni sopravvissuti il Seme della Rinascita. Usandolo, riuscì a rigenerare le Divinità annichilite. Diverse, ma ancora legate ai ricordi delle loro esistenze precedenti, le Divinità bandirono l’Occhio ai confini del creato, nel Piano Perduto. La vittoria fu pagata a caro prezzo, e gli Dei sopravvissuti abbandonarono il loro paradiso. Sapendo che prima o poi l’Occhio sarebbe tornato, le Divinità cercarono un luogo che potesse nascondere loro stesse e le loro creazioni ad esso, giungendo nel Piano Materiale.
In quel luogo trovarono Artas, una creatura antica quanto l’universo stesso, che aveva creato il firmamento, illuminando l’infinita oscurità del cosmo. Le Divinità si stabilirono lì cosicché la luce delle stelle potesse nascondere indefinitamente la loro presenza e quella delle loro future creazioni. Qui crearono Anur e alcune di loro scelsero di creare delle razze a loro immagine e somiglianza, stando attenti a far sì che le razze create fossero ben lontane dalla perfezione dei primi figli.
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